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Prime Esperienze

Una sera qualsiasi...


di Membro VIP di Annunci69.it Dominus1987
20.02.2026    |    2.059    |    0 9.0
"E mentre le sue labbra tornano sulle mie, tra le luci soffuse e il rumore lontano dei bicchieri, capisco che a volte l’intensità più forte nasce proprio dall’anonimato..."
Non so perché quella sera sia entrato proprio in quel bar.
Forse per il freddo fuori. Forse per la luce calda che filtrava dalle vetrate appannate. O forse perché avevo bisogno di perdermi tra volti che non mi conoscevano.
Il locale era pieno ma non caotico. Luci basse, musica lenta, il tintinnio dei bicchieri che si mescolava a conversazioni soffuse. Mi siedo al bancone, ordino qualcosa di forte, e cerco di spegnere i pensieri.
È allora che la vedo.
Seduta qualche sgabello più in là. Da sola.
Non sta guardando il telefono. Non sembra aspettare nessuno. Ha un bicchiere tra le dita e lo fa ruotare lentamente, come se fosse immersa nei suoi pensieri.
Alzo lo sguardo proprio nel momento in cui lei alza il suo.
Non lo distoglie.
È uno sguardo diretto. Calmo. Curioso.
Sostengo il contatto visivo un secondo di troppo. Lei inclina appena la testa, quasi impercettibilmente. Non è un sorriso, ma è qualcosa di molto vicino.
Il barista mi serve il drink. Lo assaggio senza davvero sentirne il sapore. Sono consapevole solo di lei.
Dopo qualche minuto, si alza.
Per un istante penso che stia andando via.
Invece si avvicina e si siede proprio accanto a me.
«Stai cercando qualcosa?» chiede, con voce bassa.
«Dipende da cosa potrei trovare.»
Il suo sguardo scende per un attimo sulle mie labbra, poi torna ai miei occhi.
«Interessante risposta.»
Il suo ginocchio sfiora il mio. Forse per caso. Forse no.
Nessuno dei due si sposta.
La conversazione scorre lenta, ma ogni parola è carica di sottintesi. Parliamo di cose leggere: lavoro, viaggi, città preferite. Ma sotto la superficie c’è altro. Una tensione sottile che cresce a ogni silenzio.
Il suo profumo è caldo, avvolgente. Ogni volta che si avvicina per farsi sentire sopra la musica, sento il suo respiro vicino al collo.
«Non ti ho mai visto qui», dice.
«Nemmeno io te.»
«Meglio così.»
C’è qualcosa nel modo in cui lo dice che mi fa stringere la presa sul bicchiere.
Il suo piede ora sfiora deliberatamente la mia gamba. Lento. Leggero. Non abbastanza da essere evidente, ma sufficiente per far salire il battito.
Mi giro leggermente verso di lei. Siamo più vicini adesso. Troppo vicini per essere solo due sconosciuti seduti per caso.
«Perché sei qui da sola?» le chiedo.
Lei sorride.
«Per vedere se qualcuno avrebbe avuto il coraggio di parlarmi.»
«E l’ha fatto?»
I suoi occhi scorrono su di me con calma studiata.
«Non ancora.»
La sfida è chiara.
Mi avvicino appena, abbastanza da sentire il calore della sua pelle attraverso i vestiti. La mia mano si posa sul bancone, vicino alla sua. Le nostre dita quasi si toccano.
Lei non si ritrae.
«Allora lascia che mi presenti meglio.»
Il silenzio che segue è più intimo di qualsiasi parola.
Le nostre mani si sfiorano finalmente. Prima per sbaglio. Poi restano lì. Le sue dita si intrecciano alle mie con naturalezza sorprendente.
Il tempo sembra rallentare.
Il resto del bar continua a vivere attorno a noi, ma diventa sfondo indistinto. Esistiamo solo noi due. Due sconosciuti che si stanno studiando troppo da vicino.
«Non so nemmeno come ti chiami», le sussurro.
Lei si avvicina ancora, le labbra a pochi centimetri dalle mie.
«Forse è proprio questo il bello.»
Il primo bacio nasce così. Senza preavviso. Senza cerimonie.
Lento. Caldo. Esplorativo.
Le sue labbra sono morbide ma sicure. La sua mano sale lungo il mio petto, si ferma lì, come per sentire il battito.
Il mio braccio le cinge la vita. Sento la sua schiena inarcarsi appena contro di me.
Quando ci separiamo, restiamo a pochi millimetri di distanza, respirando la stessa aria.
«Questo cambia le cose», mormoro.
«No», risponde lei. «Le rende solo più interessanti.»
Il suo pollice accarezza distrattamente l’interno del mio polso. Un gesto piccolo, ma incredibilmente intimo.
Non c’è promessa di domani. Non c’è scambio di numeri.
Solo quell’istante.
Due sconosciuti che hanno deciso di attraversare la linea sottile tra curiosità e desiderio.
E mentre le sue labbra tornano sulle mie, tra le luci soffuse e il rumore lontano dei bicchieri, capisco che a volte l’intensità più forte nasce proprio dall’anonimato.
Perché non sapere chi sia davvero la rende ancora più vicina.
E io, per quella notte, non voglio sapere altro.
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